The Buzz Project – Intro

THE BUZZ PROJECT

A Project by Gaia Light and Alessandro Cosmelli

www.buzzproject.org

The Buzz Project represents a symbolic portrait of the contemporary metropolis and its inhabitants, as seen through the moving frame of the public bus window.

The work is conceived as a multi-series documentary project, with the ultimate goal of composing a complex and multifaceted metaphor of urban life as we know it. One by which to address contemporary issues with far-reaching consequences impacting the life of future generations, such as urbanization, social inequalities and the environmental conditions of urban habitats in general.

The choice of the bus becomes a statement of purpose. A powerful democratic symbol in itself (bus is short for omnibus, “for all”, in Latin) and a ubiquitous element of the global urban landscape, the bus and its route become markers of a metropolis’s social level of (in-)equity and of its (un-)sustainable growth pattern.

Never seen in the pictures, the bus is also the invisible playwright behind the scenes. Like an urban kaleidoscope “gifted with consciousness”[1], from its slightly elevated and movable deck, it offers a privileged view over the tumultuous and colourful drama of city life, continuously framing its landscape into meaningful sequences, where the marginal becomes crucial, and the unglamorous powerfully evocative.

On board the bus, the viewer is turned into a present-day flâneur[2], an urban omnivorous explorer who has adapted his speed and scope to the vibrant pace and the sprawling vastness of contemporary urban areas. Like the algorithm from a “generative psychogeography”[3] experience, the bus route carves unexpected and unpredetermined paths through the metropolis, offering a bounty of sights so powerful in their symbolic nature each disclosing a secret and an unspeakable truth about urban life.

The Buzz Project series is then an ambitious attempt at documenting the contemporary urban ecosystem and its dwellers: the urbanites and the urbanized, the as they live, prosper or simply survive in a globalized urban habitat across the world, at a time of an unprecedented and ever expanding planetary-scale urbanization.

More than this, the Buzz Project is an invitation to activate an otherwise dormant inner vision, and open the eyes of consciousness on the beauty of every day life, which can be pervasive even along the sidewalks of a metropolis’ concrete expanse.

Each fleeting image is praise to the resilience of beauty, which – like grass blades piercing through concrete – can emerge in the most unexpected   places and that can ultimately reconcile humans to the challenges of their daily quest for a better future in an increasingly intimidating man-made environment.

The present stage of the project incorporates the following installments: Brooklyn BuzzMilano BuzzSampa BuzzHavana BuzzMumbai BuzzIstanbul BuzzMexico City BuzzParis Buzz. They were shot respectively in Brooklyn, New York, USA; Milan, Italy; São Paulo, Brazil; Havana, Cuba; Mumbai, India, Istanbul, Turkey; Mexico City, Mexico; Paris, France. Coming soon: Tokyo Buzz.

OBJECTIVE

The ultimate goal of The Buzz Project is to build a global portrait of the contemporary metropolis.

The first chapter was Brooklyn, NY, in 2011, followed quickly by Milan and São Paulo, and more recently by Havana, Mumbai and Istanbul.

Already thousands of miles have been logged in traversing these metropolises, witnessing fragments of daily urban life, sometimes extreme and often contradictory. We intend to move forward, extend our exploration and export the Buzz concept to as many cities as possible.

In 2014, for the first time in history, the number of people living in urban areas across the world (3.9 billion) eventually exceeded the number of people living in rural areas (3.4 billion). The current urbanization trend is an unprecedented phenomenon in human history and is expected to further accelerate in the coming decades. By 2030 the number of mega-cities (10 million inhabitants or more) will rise from the current 28 to 41, and by 2050, 66 percent of the world’s population (some 6.5 billion people) is projected to be urban.

With the adoption of a New Urban Agenda by the UN in October 2016, it is imperative to record the present state of urban life before climate change, critical world events and global economic affairs push populations and human settlements to shift once again. Such a prospect suggests a perilous or precarious future, which is already in evidence in the first installments of this project – a subtext of the larger project being that both modern and historic urban populations represent “migration” in its widest sense, i.e. migration through duress and/or otherwise.

The Buzz Project is a work-in-progress that aims to build a visual narrative with multiple developments: it is simultaneously a subjective vision and a universal document constructed to prompt perhaps unanswerable questions and to encourage deeper reflection about the present and the near-future state of the human condition

THE BUZZ PROJECT

(Italian)

The Buzz Project rappresenta un ritratto simbolico della metropoli contemporanea e dei suoi abitanti, visti attraverso la cornice mobile del finestrino di un autobus del servizio pubblico.

Il progetto è strutturato in una serie di reportage che hanno come obiettivo quello di tracciare una complessa metafora della vita urbana contemporanea, e di evocare, per il suo tramite, questioni cruciali per il destino delle future generazioni, come la crescente urbanizzazione, le disparità sociali e le condizioni ambientali dei futuri habitat urbani in genere.

La scelta dell’autobus rappresenta una dichiarazione d’intenti. Potente simbolo democratico in sé (bus è l’abbreviazione del dativo plurale latino omnibus, per tutti)  e presenza insostituibile quanto ubiquitaria del panorama urbano globale, l’autobus e le sue rotte sono ovunque dei rilevatori dei livelli di (in-)equità sociale di una città e della (in-)sostenibilità del suo modello di espansione.

Sebbene non compaia mai nelle foto, l’autobus è anche il narratore che si nasconde nelle pieghe del racconto. Simile a un caleidoscopio urbano “dotato di coscienza”, dalla sua piattaforma mobile e rialzata, esso offre un punto di vista privilegiato sul teatro vivace e chiassoso che si snoda per le strade della città, inquadrando scenicamente il suo paesaggio in sequenze cariche di sensi simbolici, in cui il marginale diventa decisivo, e l’insignificante potentemente evocativo.

A bordo dell’autobus, l’osservatore si trasforma in un flâneur dei nostri tempi, un esploratore onnivoro della vita urbana, che ha adattato la velocità del suo moto e il raggio della sua indagine alla vastità crescente delle metropoli contemporanee. Come l’algoritmo di un esperimento di “psicogeografia generativa”, la rotta – preliminarmente sconosciuta – dell’autobus traccia dei percorsi inaspettati attraverso la metropoli, offrendo così in premio a colui che vi si abbandona, una tale ricchezza di composizioni visive orchestrate dal caso, per cui ognuna sembra cifrare in figura il segreto di un’indicibile verità sulla condizione urbana.

Il Buzz Project si rivela così un ambizioso tentativo di documentare l’attualità dell’ecosistema delle città contemporanee e dei loro abitanti: gli urbani e gli inurbati, mentre vivono, prosperano o semplicemente sopravvivono all’interno di un habitat urbano globale e globalizzato, al tempo di una urbanizzazione storicamente senza precedenti, che si accresce quotidianamente su scala planetaria.

Ma il Buzz Project  è soprattutto un invito a risvegliare una visione interiore altrimenti assopita, ad aprire gli occhi della coscienza sulla bellezza racchiusa nella vita di ogni giorno, che può annidarsi ovunque, persino lungo i marciapiedi della distesa di cemento di una megalopoli.

Ogni fuggevole immagine diventa così un inno alla resilienza della bellezza, che – come fili d’erba attraverso il cemento – sa manifestarsi nei luoghi più insospettati, e che riesce forse a riconciliare gli uomini alla quotidiana lotta per un futuro migliore, combattuta nel contesto di ambienti radicalmente antropizzati, e spesso sempre più ostili.

OBIETTIVO

Lo scopo finale di The Buzz Project è costruire un ritratto globale della metropoli contemporanea.

Il primo capitolo è stato Brooklyn, New York, nel 2011, a cui hanno rapidamente fatto seguito Milano, San Paolo, e recentemente La Havana, Mumbai e Istanbul.

Migliaia di chilometri sono già stati percorsi attraverso queste metropoli, documentando frammenti di vita urbana a volte estremi e spesso contraddittori. Desideriamo andare avanti, estendere la nostra indagine ed esportare l’idea al fondo di The Buzz Project verso quante più città possibili.

Nel 2014, per la prima volta nella storia, il numero degli abitanti delle aree urbane nel mondo (3,9 miliardi) ha superato quello degli abitanti delle zone rurali (3,4 miliardi). L’attuale tendenza dell’urbanizzazione costituisce un fenomeno senza precedenti nella storia dell’umanità ed è previsto che subisca un’ulteriore accelerazione nei decenni futuri. Secondo stime ufficiali dell’ONU, il numero della megalopoli (città con oltre 10 milioni di abitanti) passerà dalle attuali 28 a 41 entro il 2030, mentre il 66 percento della popolazione mondiale (circa 6,5 miliardi) vivrà in aree urbane entro il  2050.

Con l’adozione da parte dell’ONU della Nuova Agenda Urbana a ottobre 2016, diventa indispensabile documentare il presente stato della vita urbana, prima che i cambiamenti climatici, accadimenti storici e le vicende dell’economia globale costringano le popolazioni e i loro insediamenti a subire ulteriori e radicali mutamenti. Una prospettiva, questa, che addita un futuro insidioso e precario, come si evince sin dai primi capitoli di questo progetto – e in effetti un sottotesto generale consiste nell’interpretare le popolazioni moderne e storiche come espressione di “migrazione” nel senso più ampio del termine.

The Buzz Project è un’opera in fieri, che nutre l’ambizione di costruire una narrazione visiva dotata di molteplici implicazioni: vuole essere allo stesso tempo una visione soggettiva e un documento a carattere universale, elaborato per sollevare domande forse prive di risposta e incoraggiare una profonda riflessione sul presente e il futuro prossimo dell’umanità.


[1] Baudelaire C., “The Painter of Modern Life”, (New York: Da Capo Press, 1964). Orig. published in Le Figaro, in 1863

[2] From the French noun flâneur, means “stroller”, “lounger”, “saunterer”, or “loafer”. Its meaning has developed into a synonym of urban explorer or connoisseur, a keen and passionate observer of urban life, who can extract poetical, philosophical or metaphysical meanings from his detached and extensive observations of city life.

[3] Hart J., “A new way of walking”, Utne Reader http://www.utne.com/community/a-new-way-of-walking?pageid=1#PageContent1